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ANOSMIA, COVID-19 e ZINCO sono correlati?

Uno dei sintomi correlati all’infezione da Covid-19 è L’ANOSMIA.

Con questo termine ci si riferisce all’incapacità di percepire gli odori.

Il meccanismo per cui in circa il 30-60% dei pazienti affetti da Covid-19, o SARS-CoV-2, si manifesti l’anosmia è tutt’ora sconosciuto: al momento della pubblicazione di questo video sono ancora in corso ricerche per valutare se vi sia un’effettiva lesione del sistema olfattivo a livello della corteccia cerebrale ma per il momento è ancora tutto da scoprire.

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Ad oggi sappiamo però che l’olfatto è legato, oltre che a numerosi fattori, anche all’azione di un’enzima: l’ANIDRASI CARBONICA, un metallo-enzima zinco-dipendente. Se siamo in uno stato carenziale di Zinco, ecco che sia l’olfatto che il nostro sistema immunitario ne possono risentire gravemente.

Quando si può riscontrare l’Anosmia?

L’anosmia può però anche essere un sintomo di numerose altre patologie:

✔️ infezioni delle alte vie respiratorie

✔️ ipotiroidismo

✔️ diabete

✔️ sindrome di Cushing

 

Oppure l’effetto collaterale dell’assunzione di farmaci come:

✔️ psicofarmaci

✔️ anti-ipertensivi (calcio antagonisti)

✔️ chemioterapici

✔️ inibitori dell’anidrasi carbonica (acetazolamide e diclofenamide)

 

⚠️ Interessante è inoltre sapere che uno dei farmaci attualmente utilizzati nella terapia del Covid-19 è la CLOROCHINA oppure l’idrossiclorochina. Questo farmaco fu scoperto a metà del secolo scorso e utilizzato come antimalarico per molti anni. Ad oggi viene utilizzato in patologie autoimmuni come il lupus eritematoso o l’artrite reumatoide. Nel 2014 uno studio per la valutazione di questo farmaco come antitumorale, ne ha fatto scoprire la sua azione ionoforetica: la clorochina è in grado di far entrare “forzatamente” nel citoplasma della cellula lo zinco in forma ionica. Lo ione zinco (Zn++), una volta entrato nel citosol è in grado quindi di legarsi alla RNA-polimerasi RNA-dipendente (enzima indispensabile per la duplicazione del genoma virale) del SARS-CoV-2 e bloccarne così la replicazione.

La carenza di zinco

Per quanto riguarda la carenza di zinco, si stima che circa un terzo della popolazione mondiale ne sia carente e questo possa determinare moltissimi problemi. Il dosaggio giornaliero raccomandato per un uomo è di 8 mg/die mentre per una donna è di 11 mg/die (che aumenterà se in gravidanza o allattamento).

Se l’alimentazione seguita è ricca di alimenti contenenti acido fitico, un antinutriente in grado di celare e bloccare l’assorbimento di numerosi oligoelementi come lo zinco, come cereali, legumi, crusca e semi, allora il fabbisogno giornaliero aumenterà a 15 mg/die.

Lo zinco è facilmente reperibile in molti alimenti e le fonti più ricche sono sicuramente costituite dalle ostriche, dal fegato, dal grana e dal cioccolato fondente. Se si desidera integrare lo zinco, consiglio le forme salificate o chelate con amminoacidi perché decisamente più biodisponibili:

✔️ zinco citrato

✔️ zinco rotato

✔️ zinco picolinato

✔️ zinco bisglicinato

La tossicità è stata riscontrata solo per assunzioni giornaliere maggiori di 150 mg per periodi prolungati.

 

Non mi rimane che augurarti buona visione! 😉

 

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